05 december
I castelli nacquero e si diffusero alle soglie dell'anno mille. In questo periodo ci fu un'ondata di invasioni, tra cui quelle dei saraceni e degli ungari, e per questo si cominciarono a costruire castelli, eretti dapprima come capisaldi fortificati che garantivano la sicurezza e il controllo del territorio ai loro proprietari. Grazie al castello, il nobile, che era anche il proprietario terriero, poteva concedere riparo e protezione ai contadini della zona. In cambio questi ultimi lavoravano per lui, coltivando i campi e contribuendo alla manutenzione della fortezza. Il castello era quello che oggi definiremo uno Status Symbol: la sua imponenza indicava quanto fosse importante e ricco il padrone di casa. Anche per questo i castelli avevano le torri, utili per l'avvistamento dei nemici ma anche per testimonianza del benessere di chi le aveva fatte costruire.
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il castello tipo era difeso da un anello di mura
_Mura Di Castelsardo_
e, molto spesso da fossati
-Castello di San Michele a Cagliari-.
Al suo interno, si trovava l'edificio dove vivevano il signore e la sua famiglia. poteva essere una semplice o sontuosa torre o un sontuoso palazzo. Qui, si trovava l'ambiente più grande, la sala principale, destinata a svolgere molte funzioni:il signore amministrava la giustizia, riceveva gli ospiti ma soprettutto banchettava. Si mangiava in piatti di legno o ceramica, aiutandosi con il cucchiaio e con le mani, mentre il coltello serviva sopratutto a tagliare il pane. Tra le pietanza più mangiate c'era sicuramente la carne:di maiale, agnello o manzo, il tutto sempre accompagnato con un bicchiere di vino sevito in brocche smaltate e dipinte. I canti e le danze accompagnavano e chiudevano il pasto, che poteva durare quindi delle ore.
La giornata del signore era in parte dedicata slla pratica cavalleresca, mentre i membri della sua famiglia dedicavano il tempo alla musica, suonata con flauto di legno o osso. Al di fuori della zona signorile si trovavano le case degli abitanti del castello, generalmente contadini. Le loro abitazioni erano semplici edifici in muratura, il cui pianterreno era adibito a stalla, con sgradevoli conseguenze sull'olfatto e sull'igiene. Il lavoro nei campi iniziava all'alba e finiva al tramonto. Soprattutto con la buona stagione non c'era tempo per lo svago. La differenza tra lavoretori e signori si vedeva anche a tavola. Nelle tavole dei contadini si trovavano esclusivamente piatti e posate in legno e brocche in ceramica grezza. Mangiavano zuppe di legumi e cereali, accompagnate da pane e vino. La carne era riservata per le occasioni più importanti, come i matrimoni.