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日志


7月12日

_sa battalla_

il primo luglio ho avuto la fortuna di vedere dal vivo "sa Battalla" a Sanluri, una ricostruzione vivente della battaglia che avvene nel 1409 proprio nelle campagne e nel castello di sanluri e che segnò una fase molto importante nella storia dei sardi. E' stato magnifico,come prendere una macchina del tempo e trovarti di colpo in mezzo a una battaglia medievale,tra spade,archi,frecce ecc.. questa manifestazione si ripete ogni 2 anni visti gli alti costi e vi consiglio vivamente di andare nel 2009 perchè verranno festaggiati anche i 600 anni dalla battaglia.Intanto volevo fare i miei complimenti all'organizzazione e alle comparse che sono state tanto realistiche!!


LA BATTAGLIA DI SANLURI, 30 GIUGNO 1409

Martino il Giovane, re di Sicilia e figlio primogenito erede al trono dell'Aragona era passato in Sardegna (dalla Sicilia) nell'ottobre del 1408; al suo seguito vi erano molti nobili siciliani e siculo-aragonesi interessati alla conquista definitiva dell'isola e alla sua spartizione in feudi. Il primogenito comunicò subito al padre Martino V il Vecchio, la volontà di risolvere la questione con una campagna militare ma tuttavia tentò, allo stesso tempo la via delle trattative. Mentre la diplomazia era all'opera, Martino il Giovane continuò a chiedere aiuti sia ai suoi sudditi siciliani, sia al padre.

Un gruppo di armati del Giudicato di Arborea sullo sfondo del Castello di Monreale si preparano alla battaglia. (Foto G.G.Crisponi)

Tali aiuti si concretizzarono in denaro, cavalli, soldati e vettovaglie. I tentativi di giungere ad una pace non giunsero a buon esito: sia Guglielmo, Visconte di Narbona e giudice d'Arborea, sia il Consiglio dei dodici (un gruppo di nobili sardi che seguivano e controllavano nelle sue attività il giudice) reputarono sconvenienti le proposte di Pace dell'erede al trono aragonese; nel mese di giugno del 1409 il suo apparato bellico si poteva considerare pronto per la battaglia campale contro i sardi. Il 12 Giugno, un primo contingente di soldati catalani si recò a Sanluri, il borgo fortificato del Campidano nel quale il Visconte aveva deciso di arretrare le difese ed attestarsi. L'avanzata di tale contingente filò senza intoppi di sorta fin nei pressi di Sanluri. Giunto lì, si trovò di fronte le mura del borgo gremite di soldati e le porte chiuse. Constatata la volontà dei sardi di non accettare una battaglia campale, dopo aver fatto una razzia di bestiame, le truppe catalane rientrarono verso Cagliari; a quel punto un gruppo di cento cavalieri e duecento fanti sardi si mise all'inseguimento per attaccarne la retroguardia. Nonostante l'ordine ricevuto di non abbandonarsi a scaramucce, una parte dei cavalieri catalani ritornò indietro per affrontare i sardi. Ne nacque un breve scontro dopo il quale i sardi retrocedettero di nuovo verso Sanluri. Il 26 dello stesso mese di Giugno, Martino il Giovane partì da Cagliari con tutto l'esercito che doveva affrontare i sardo-arborensi e con le macchine da guerra che dovevano servire per l'assedio. Dopo tre giorni di lento avvicinamento (è chiaro che le macchine da guerra causavano lentezza negli spostamenti) i catalani si accamparono, per il gran caldo, vicino ad un fiume (presumibilmente il Flumini Mannu).Il giorno dopo, 30 Giugno 1409, di domenica, Martino partì dall'accampamento verso Sanluri, con l'intenzione di assediarla. Evidentemente non credeva che i sardi avrebbero accettato la battaglia campale, il giudizio di Dio.

Martino "Il Giovane" scortato dal suo palafreniere. (Foto G.G.Crisponi)

A comando dell'avanguardia vi era Pietro de Torrelles, nominato maresciallo di tutto l'esercito, con parte della cavalleria, seguiva il re con il resto della cavalleria e la retroguardia, formata dalla fanteria. Martino non aveva scartato l'ipotesi che i sardi potessero improvvisamente attaccare e così aveva ordinato che 500 fra i migliori bacinetes (così chiamati per il tipo di elmo che portavano, il bacinetto) dell'avanguardia si tenessero pronti a scendere da cavallo se i sardi avessero attaccato con la fanteria, "com'era loro abitudine". All'improvviso i sardi uscirono da dietro un poggio (che stava vicino alla villa di Sanluri), l'attuale Bruncu de Sa Battalla. A quel punto Martino cambiò l'ordine di battaglia: salì su un poggio che stava di fronte al Bruncu de Sa Battalla con tutta la cavalleria (presumibilmente a circa 300 metri, considerato lo spazio disponibile in quella zona). A sinistra di tale poggio schierò la fanteria, con le macchine da guerra. Lo scontro ebbe un esito negativo per i sardi: i ranghi si sfaldarono e una parte dell'esercito sardo, ormai in disfatta, fuggì o forse tentò di conquistare una posizione favorevole per riorganizzare le difese. In una collinetta a breve distanza dal Bruncu de Sa Battalla, verso Sud-Est, si consumò l'ultimo atto di quegli uomini che avevano cercato di difendersi fino all'ultimo: furono quasi tutti uccisi e il ricordo della carneficina diede poi il nome alla collinetta ( S'Occidroxiu cioè il macello).

Il Visconte di Narbona e Martino "Il Giovane" a Sanluri. (Foto G.G.Crisponi)

Mentre il l'erede al trono di Aragona e le sue truppe continuavano ad inseguire i resti dell'esercito sardo, la fanteria con le macchine da guerra attaccava il borgo di Sanluri e il castello che era parte integrante delle mura. Riuscirono a entrarvi e misero a sacco la villa. Guglielmo di Narbona, vista persa la battaglia e il borgo, si rifugiò nel castello di Monreale (vicino a Sardara) con il resto dell'esercito che era sopravvissuto. Grande fu la gioia di Martino il Vecchio nell'apprendere la notizia della vittoria; riteneva che la sconfitta dei sardi fosse definitiva. Ma, come spesso avvenne per tutte le grandi battaglie nel Medioevo, anche la battaglia di Sanluri non fu decisiva. Se ne rendeva conto lo stesso Martino il Giovane che, verso il 10 di Luglio, scrivendo da Cagliari, alla consorte Bianca di Castiglia, riferiva che tutte le campagne intorno a Sanluri erano in mano catalano-aragonese, ma non i castelli. Chiedeva quindi ulteriori aiuti per poter arrivare ad assediare Oristano ed estirpare alla radice quello che per lui era "un male". Ma il 25 di luglio moriva, presumibilmente di malaria. La guerra proseguì ancora.

Schema della battaglia del 30 giugno 1409. (Autori Giacomo Sanna e Ugo Crisponi)

dal sito: club modellismo storico cagliari

per saperne di più: www.sabattalla.it mentre nella gallery di questo blog potete vedere le foto da me fatte.
buona visione