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日志


2月25日

La medicina 1^parte

Ammalarsi nel medioevo non era cosa da poco.

Malattie, incidenti, e avvelenamenti facevano sì che chi arrivava a superare i 40 anni doveva ritenersi fortunato. Un bambino su tre moriva prima dei cinque anni e le condizioni di salute delle donne erano rese più complicate delle gravidanze ripetute:una donna partotiva in media ogni 18 mesi. A giudicare della liste dei rimedi proposti nei trattati del tempo, gli avvelenamenti da cibo, le punture di insetto e i morsi di serpente erano comuni nell'area mediterranea. Le farmacie disponevano di una gamma vastissima di antidoti, che nel Basso Medioevo si arrichì ulteriormente grazie all'introduzione dei testi arabi che erano molto aggiornati. L'antidoto più potente era la Triaca, che includeva più di 50 componenti, il più importante dei quali era la carne trittata di vipera. Era ritenuta capace di curare tutti i mali, compresa la peste.                       

 L'ergotismo, i cui sintomi furono assocciati a una possessione diabolica, era una forma di avvelenamento. A causarla era la segale contaminata da un fungo che produce una sostanza tossica. Provocava tremori, allucinazioni e "consumava gli individui di detestabile putredine, talchè, le membra gangrenose si distaccavano prima della morte." L'ergotismo non era contagioso, al contrario della lebbra, ritenuta di origine sopranaturale. Importata dal vicino Oriente, la lebbra corrompeva, mutilava e deformava i corpi, rendendoli animaleschi. I medici medievali dovevano saperla riconoscere per allontanare i malati e limitare il contagio. E poichè la malattia fa perdere sensibilità, per individuarla si infilava uno spillone nelle piaghe, a seconda della reazione il malato poteva ricevere una patente di sanità, oppure l'ingiunzione ad allontanarsi e a rimanere confinato in un luogo. I lebbrosi erano considerati morti viventi tanto che venivano allontanati dal "mondo dei vivi". I malatti a questo punto iniziarono a organizzarsi in communità, ai margini delle città. Nacquero così i lebbrosari:alla fine del XIII sec. in Europa se ne contavano 19mila!

 

Le eredità più tangibili della medicina medievale sono alcune innovazioni della chirurgia, come per esempio l'anestesia.
Con gli anestetici (Oppio, belladonna, mandràgora, cicuta) si impregnava una supgna che veniva fatta annusare al paziente. Controllare però l'anestesia era difficile e non di rado da un operazione non ci si svegliava affatto. Anche alcuni strumenti chirurgici, o il loro perfezionamento, sono di origine medievale fra cui sonde, bisturi, seghe, fornici, pinze, cateteri e cauteri. Secondo i dettami della medicina araba, conosciuti in Italia grazie alla Scuola Salernitana, la chirurgia doveva intervenire quando un cambiamento dello stile di vita e le cure mediche meno cruente non avevano avuto effetto.