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10月26日 Eleonora D' ArboreaEleonora d'Arborea (Molins de Rei, Catalogna, 1340 - Oristano, 1404) Sovrana del Giudicato di Arborea, fu il personaggio della politica più noto della Sardegna medievale.La sua fama si fonda sull'essere stata l'ultima regnante indigena dell'Isola di Sardegna, il cui trono autonomo più a lungo resistette alle acquisizioni esterne, e per la sua Carta de Logu, da molti considerata una sorta di carta costituzionale sarda. I Catalani, successivi dominatori sulla Sardegna, resero omaggio alla legislatrice, estendendo la giurisdizione in cui era applicata la Carta de Logu a tutta l'isola, conservandola in vigore per secoli, fino alla illegale sostituzione col Codice di Carlo Felice (il 16 aprile 1827, ormai alle soglie del Risorgimento). Il significato simbolico che localmente è attribuito alla figura di Eleonora è principalmente focalizzato sulla durata del suo Giudicato, ultimo a cadere in mano straniera. Eleonora è infatti l'ultima reggente di uno stato sardo indipendente (anche il Regno di Sardegna, infatti, malgrado la denominazione della corona, aveva una sede esterna) e del sentimento, tuttora vivo nella coscienza dei Sardi, di Nazione e popolo. Eleonora nacque, con tutta probabilità, in Catalogna intorno al 1340 da . Sorella di Ugone e Beatrice; visse i primi anni della giovinezza ad Oristano. Quando nel 1347 morì il giudice Pietro III di Arborea senza discendenti, la Corona de Logu del Giudicato (un'assemblea dei notabili, prelati, funzionari delle città e dei villaggi) elesse giudice il padre di Eleonora Mariano IV, fratello dello scomparso, che resse il Giudicato dal 1347 al 1376.
Eleonora sposò prima del 1376 il quarantenne Brancaleone Doria, del celebre casato genovese. Il suo matrimonio rientrava nel più generale disegno di un'alleanza tra gli Arborea ed i Doria, che già controllavano vasti territori della Sardegna in funzione antiaragonese. Dopo le nozze, abitò a Castelgenovese (l'attuale Castelsardo), dove nacquero i figli Federico e Mariano. Sembra ormai accertato che nel 1382 Eleonora abbia elargito un prestito di 4000 fiorini d'oro a Nicolò Guarco, doge della Repubblica di Genova, e che questi da parte sua s'impegnasse a restituire la somma nel termine di dieci anni; in caso contrario, avrebbe pagato il doppio. Accessoriamente fu sottoscritta la condizione che, se nel frattempo fosse pervenuto alla pubertà Federico (figlio di Eleonora), la figlia del doge Bianchina avrebbe dovuto sposarlo e, nel caso che tale matrimonio non si fosse potuto celebrare (per causa di morte o altro caso fortuito), l'atto sarebbe diventato nullo. Un simile prestito ad una potente famiglia di Genova, e questa clausola del contratto, segnalano un disegno dinastico di Eleonora la quale, accordando tal credito, insieme mantenne alto il prestigio della sua casata e riconobbe l'importanza degli interessi dei liguri. In più, pose delle basi concrete per un'alleanza che le avrebbe consentito il ricorso a risorse logistiche e di collegamento (mediante la potente flotta doriana) presso buona parte dei porti del Mediterraneo. In sostanza, si immise con rango paritario nel gioco della politica europea. Quando però ad un certo punto Ugone III di Arborea si ammalò, e si profilò il problema della sua successione, Eleonora scrisse al re d'Aragona perché sostenesse le ragioni di suo figlio Federico, piuttosto che quelle del visconte di Narbona, vedovo di sua sorella Beatrice morta nel 1377. Nel 1383 Ugone fu però assassinato nel suo palazzo di Oristano, ed il suo regicidio poteva avere diverse motivazioni e giovare a diversi interessi. Le ragioni esterne essendo quelle degli aragonesi e dei nemici di Arborea, quelle interne potevano individuarsi nel malcontento delle classi dei proprietari e dei mercanti, in reazione al suo atteggiamento autoritario e per le vessatorie contribuzioni a cui erano obbligati. La successione a giudice di Arborea
In questo clima di crisi e di malcontento, con l'Aragona già scopertamente intenzionata a conquistare l'intera isola, nel 1383 Eleonora scrisse al re una relazione sulle condizioni della Sardegna e chiese appunto che riconoscesse il proprio figlio Federico come legittimo successore di Ugone. Inviò quindi il marito Brancaleone a trattare direttamente col re. Al tempo stesso scrisse alla regina, chiedendole di intercedere presso il re a favore del figlio perché potesse così terminare il disordine che regnava nell'isola. Eleonora intendeva riunire nelle mani del figlio quei due terzi della Sardegna che Ugone, prima della sua uccisione, aveva occupato. Questo disegno insospettì il re, che non ritenne conveniente avere una famiglia tanto potente nel suo regno, tanto più che non essendoci erede diretto maschio di Ugone, quei possedimenti, "iuxta morem italicum", avrebbero dovuto essere incamerati dal fisco. Brancaleone fu trattenuto col pretesto di farlo rientrare in Sardegna non appena una flotta fosse stata allestita, ma effettivamente era divenuto un vero e proprio ostaggio(e strumento di pressione contro la giudicessa ribelle). Eleonora non si perse d'animo, e confermò la sua politica di guerra: partì all'azione e non appena fece rientro ad Oristano, punì i congiurati e si autoproclamò giudicessa di Arborea secondo l'antico diritto regio sardo, per cui le donne possono accedere sul trono al loro padre o al loro fratello. In pratica, la prassi elettiva era l'opposto dell'infeudazione regia e discordava dalla linea politica aragonese. Gli Arborea si rifacevano invece alla loro antica autonimia di origine alto medievale ed all'esercizio di una piena sovranità nei propri territori. Per quanto riguarda la politica,la giudicessa si riallacciò direttamente all'esperienza del padre,garantì la difesa della sovranità e dei confini territoriali del giudicato e attuò un'opera di riordino e di sistemazione definitiva degli ordinamenti e degli istituti giuridici locali che diede vita alla Carta de Logu. Eleonora fu regina di uno Stato che ebbe la sua legittimazione nel popolo e, unica forse nell'Europa dell'epoca, non aveva fiducia nel re e nell'istituto della monarchia in generale. Si sentì sempre dalla parte del suo popolo e si confuse con la propria gente, ne ascoltò anche di nascosto le ragioni. Non cedere mai il potere fu per Eleonora un punto vitale. Il potere era veramente la scelta tra la vita e la morte, non solo per sé ma per tutta l'isola. Dopo essere riuscita a completare il progetto del padre di riunire quasi tutta l'isola sotto il suo scettro di giudicessa reggente, tenendo in scacco e ricacciando ai margini dell'Isola (in alcune fortezze sulla costa) le truppe di una monarchia potente come quella aragonese, vide crollare il suo progetto,per un'imprevedibile incognita della sorte: la peste, che consegnò senza combattere la Sardegna agli Aragonesi.
da: Wikipedia
questo video è in spagnolo..ma è molto interessante!!
12月10日 Re Ludwig II di Baviera(1845-1886)Il Re Ludwig II di Baviera non è vissuto nel medioevo ma è sicuramente un personaggio affascinante che nella sua vita ha fatto costruire grandiose opere ispirate proprio all'arte medievale, per questo ve lo voglio far conoscere ;)
Quello che viene maggiormente apprezzato è la sua attenzione e passione per il sapere, per la conoscenza, con particolare riguardo all'arte medievale e barocca, alla musica di Wagner e alle antiche leggende della tradizione tedesca: per avere un'idea più precisa basta visitare Neuschwanstein, il "castello delle favole" per eccellenza, Linderhof, un piccolo gioiello in stile rococò, e ancora Herrenchiemsee, la "Versailles bavarese", dove emerge la sua passione per il re Sole (Luigi XIV di Francia) e la vita alla corte francese nel '600 e nel '700. I bavaresi, soprattutto i contadini, hanno amato Ludwig e gli dimostrarono sempre un profondo rispetto e devozione, anche quando venne dichiarato pazzo (da una commissione medica che mai lo visitò ma si limitò a sentire le testimonianze di esponenti del governo, camerieri e valletti) e deposto dal trono l'8 giugno del 1886. Il 12 giugno, dopo non poche difficoltà e resistenze, il re venne trasferito in carrozza da Neuschwanstein alla residenza di Berg sul lago di Starnberg, trasformata per l'occasione in una specie di prigione. Il 13 giugno 1886, domenica di Pentecoste, Ludwig esprime il desiderio di fare una passeggiata ed il dottor Gudden, suo medico curante, lo accontenta e, vista la tranquillità che traspare dal comportamento del sovrano, non richiede nessun infermiere al loro seguito. Non essendo ancora ritornati alle 20 scatta l'allarme e, dopo una lunga perlustrazione, prima nel parco e poi sulle sponde del lago, alcuni minuti dopo le 23 i corpi senza vita del re e del suo medico vengono ritrovati in acqua. Il mistero della morte rimane tuttora: malore? omicidio? suicidio? -LE SUE DIMORE- Il Castello di Nymphenburg
Il Castello di Hohenschwangau
Per la sua magnifica posizione (ricordiamo che si trova accanto a Neuschwanstein) Hohenschwangau attirò le attenzioni dei Wittelsbach che lo acquistarono; tra il 1832 e il 1836 venne fatto completamente restaurare dall'allora principe ereditario Massimiliano, il futuro re Massimiliano II e padre di Ludwig.
Il Castello di Neuschwanstein
Walt Disney lo prese come modello per i castelli di alcuni tra i suoi più celebri film d'animazione ("Biancaneve e i sette nani", "Cenerentola", "La bella addormentata nel bosco"). Le sale interne, riccamente arredate, sono un omaggio al genio musicale di Richard Wagner: "Tannhäuser", "Lohengrin", "Tristano e Isotta", "I maestri cantori di Norimberga" e il "Parsifal", un inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche. Attraverso una finta grotta di stalattiti e stalagmiti e passando davanti al piccolo giardino d'inverno, si accede al soggiorno reale, costituito da un ampio salone principale e da una saletta, separata da colonne, soprannominata "angolo dei cigni". Il tema delle pareti murali è tratto dalla leggenda del Lohengrin: sopra la stufa è ritratto l'arrivo di Lohengrin ad Anversa, di fronte il miracolo del Graal. Le porte della grande libreria, realizzate in stile romantico, sono ornate da dipinti relativi alle leggende di Tristano e Isotta e di Sigfrido.
Il Castello di Linderhof
La storia del castello di Linderhof, la dimora preferita del re, risale al '400, periodo in cui si segnala la presenza nella vallata del Graswang (sud della Baviera, quasi al confine con l'Austria) di un podere di proprietà del vicino monastero benedettino di Ettal ed affidato alla famiglia Le sorprese del parco non finiscono qui: nella grotta di Venere (Venusgrotte), ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, Ludwig amava passare intere ore a sognare e riflettere facendosi cullare dall'acqua all'interno di una piccola barca a forma di conchiglia che tuttora si può ammirare. Qui viene rievocata una scena del wagneriano Tannhäuser mentre nella Hundinghütte è ricostruita una scena del primo atto della Valchiria.
Il Castello di Herrenchiemsee
La prematura morte del quarantenne sovrano, avvenuta il 13 giugno 1886 in circostante mai chiarite nel lago di Starnberg, non consentì di portare a compimento il progetto. Oggi Herrenchiemsee è infatti costituito solo dal corpo centrale: l'ala di sinistra, incompiuta, è stata demolita nel 1907 mentre quella di destra non ha mai visto la luce. In alcuni locali del palazzo è stato recentemente aperto il museo di Re Ludwig II, con fotografie, dipinti, lettere, oggetti e arredi originali, molti dei quali provenienti dalla Residenz di Monaco dove il sovrano visse durante i primi anni di regno prima di trasferirsi definitivamente nei suoi castelli. E' una visita obbligatoria in quanto è l'unico museo al mondo dedicato al "re delle favole", nemmeno Neuschwanstein ne ha uno! Il Lago di Stanberg
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