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*il fascino misterioso del medioevo* |
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10月29日 Carta De Logu
Oggi viene ampiamente riconosciuta la modernità di alcune disposizioni presenti nella "Carta de Logu" (tutela della donna e dei più deboli). Certo alcune pene come la condanna al rogo o l'accecamento, sono crudeli, bisogna però considerare sia i tempi, sia l'attenzione posta nello stabilire la volontà o meno di commettere il reato. In altri Stati le leggi non davano particolare valore a questo importante aspetto.Il codice rurale e quello penale prevedevano ogni genere di reati, da quelli più gravi (tradimento, lesa maestà, omicidi) a quelli più leggeri (furti, danni alla proprietà, false testimonianze, adulterio, eccetera); perfino per il suicido venivano previste pene e procedure specifiche.
Dalla lettura emerge immediatamente la durezza e la crudeltà delle pene che venivano inflitte; la detenzione come pena non esisteva in sé, ma veniva utilizzata come custodia preventiva; si poteva protrarre nel caso non venisse pagato un debito o risarcito un danno. Le pene più leggere erano quelle pecuniarie; nel caso di bestemmia, per esempio, la pena prevista, era una multa di 50 lire, ma, se non venivano pagate, le multe si trasformavano in pene fisiche; le più crudeli prevedevano l'accecamento, il taglio della mano o dell'orecchio e la morte, per impiccagione, al rogo o per decapitazione. Oggi l'evoluzione della società ha portato modifiche nel concetto stesso di pena e nel tipo di condanne commutate, ma nonostante questo nella Carta de Logu"ci sono delle leggi che appaiono moderne e pertinenti anche ai nostri tempi. Un concetto molto moderno appare quello della prevenzione. Contro gli incendi, per esempio, la Carta de Logu prevedeva una serie di misure che andavano dall'erezione di barriere antincendio , al divieto di bruciare stoppie prima dell' otto settembre. Un concetto interessante è quello della responsabilità collettiva: se nel territorio avveniva un delitto l'intero villaggio veniva investito di una funzione di polizia e se non catturava o denunciava il colpevole era ritenuto responsabile dei danni causati dal crimine. Nella Carta si dice anche che tutti gli uomini liberi sono uguali davanti alla legge: una stessa sanzione colpiva chiunque l’avesse violata senza distinzione di classe sociale; fatto quasi rivoluzionario in un‘epoca nella quale i nobili ed il clero la facevano da padroni. 10月26日 Eleonora D' ArboreaEleonora d'Arborea (Molins de Rei, Catalogna, 1340 - Oristano, 1404) Sovrana del Giudicato di Arborea, fu il personaggio della politica più noto della Sardegna medievale.La sua fama si fonda sull'essere stata l'ultima regnante indigena dell'Isola di Sardegna, il cui trono autonomo più a lungo resistette alle acquisizioni esterne, e per la sua Carta de Logu, da molti considerata una sorta di carta costituzionale sarda. I Catalani, successivi dominatori sulla Sardegna, resero omaggio alla legislatrice, estendendo la giurisdizione in cui era applicata la Carta de Logu a tutta l'isola, conservandola in vigore per secoli, fino alla illegale sostituzione col Codice di Carlo Felice (il 16 aprile 1827, ormai alle soglie del Risorgimento). Il significato simbolico che localmente è attribuito alla figura di Eleonora è principalmente focalizzato sulla durata del suo Giudicato, ultimo a cadere in mano straniera. Eleonora è infatti l'ultima reggente di uno stato sardo indipendente (anche il Regno di Sardegna, infatti, malgrado la denominazione della corona, aveva una sede esterna) e del sentimento, tuttora vivo nella coscienza dei Sardi, di Nazione e popolo. Eleonora nacque, con tutta probabilità, in Catalogna intorno al 1340 da . Sorella di Ugone e Beatrice; visse i primi anni della giovinezza ad Oristano. Quando nel 1347 morì il giudice Pietro III di Arborea senza discendenti, la Corona de Logu del Giudicato (un'assemblea dei notabili, prelati, funzionari delle città e dei villaggi) elesse giudice il padre di Eleonora Mariano IV, fratello dello scomparso, che resse il Giudicato dal 1347 al 1376.
Eleonora sposò prima del 1376 il quarantenne Brancaleone Doria, del celebre casato genovese. Il suo matrimonio rientrava nel più generale disegno di un'alleanza tra gli Arborea ed i Doria, che già controllavano vasti territori della Sardegna in funzione antiaragonese. Dopo le nozze, abitò a Castelgenovese (l'attuale Castelsardo), dove nacquero i figli Federico e Mariano. Sembra ormai accertato che nel 1382 Eleonora abbia elargito un prestito di 4000 fiorini d'oro a Nicolò Guarco, doge della Repubblica di Genova, e che questi da parte sua s'impegnasse a restituire la somma nel termine di dieci anni; in caso contrario, avrebbe pagato il doppio. Accessoriamente fu sottoscritta la condizione che, se nel frattempo fosse pervenuto alla pubertà Federico (figlio di Eleonora), la figlia del doge Bianchina avrebbe dovuto sposarlo e, nel caso che tale matrimonio non si fosse potuto celebrare (per causa di morte o altro caso fortuito), l'atto sarebbe diventato nullo. Un simile prestito ad una potente famiglia di Genova, e questa clausola del contratto, segnalano un disegno dinastico di Eleonora la quale, accordando tal credito, insieme mantenne alto il prestigio della sua casata e riconobbe l'importanza degli interessi dei liguri. In più, pose delle basi concrete per un'alleanza che le avrebbe consentito il ricorso a risorse logistiche e di collegamento (mediante la potente flotta doriana) presso buona parte dei porti del Mediterraneo. In sostanza, si immise con rango paritario nel gioco della politica europea. Quando però ad un certo punto Ugone III di Arborea si ammalò, e si profilò il problema della sua successione, Eleonora scrisse al re d'Aragona perché sostenesse le ragioni di suo figlio Federico, piuttosto che quelle del visconte di Narbona, vedovo di sua sorella Beatrice morta nel 1377. Nel 1383 Ugone fu però assassinato nel suo palazzo di Oristano, ed il suo regicidio poteva avere diverse motivazioni e giovare a diversi interessi. Le ragioni esterne essendo quelle degli aragonesi e dei nemici di Arborea, quelle interne potevano individuarsi nel malcontento delle classi dei proprietari e dei mercanti, in reazione al suo atteggiamento autoritario e per le vessatorie contribuzioni a cui erano obbligati. La successione a giudice di Arborea
In questo clima di crisi e di malcontento, con l'Aragona già scopertamente intenzionata a conquistare l'intera isola, nel 1383 Eleonora scrisse al re una relazione sulle condizioni della Sardegna e chiese appunto che riconoscesse il proprio figlio Federico come legittimo successore di Ugone. Inviò quindi il marito Brancaleone a trattare direttamente col re. Al tempo stesso scrisse alla regina, chiedendole di intercedere presso il re a favore del figlio perché potesse così terminare il disordine che regnava nell'isola. Eleonora intendeva riunire nelle mani del figlio quei due terzi della Sardegna che Ugone, prima della sua uccisione, aveva occupato. Questo disegno insospettì il re, che non ritenne conveniente avere una famiglia tanto potente nel suo regno, tanto più che non essendoci erede diretto maschio di Ugone, quei possedimenti, "iuxta morem italicum", avrebbero dovuto essere incamerati dal fisco. Brancaleone fu trattenuto col pretesto di farlo rientrare in Sardegna non appena una flotta fosse stata allestita, ma effettivamente era divenuto un vero e proprio ostaggio(e strumento di pressione contro la giudicessa ribelle). Eleonora non si perse d'animo, e confermò la sua politica di guerra: partì all'azione e non appena fece rientro ad Oristano, punì i congiurati e si autoproclamò giudicessa di Arborea secondo l'antico diritto regio sardo, per cui le donne possono accedere sul trono al loro padre o al loro fratello. In pratica, la prassi elettiva era l'opposto dell'infeudazione regia e discordava dalla linea politica aragonese. Gli Arborea si rifacevano invece alla loro antica autonimia di origine alto medievale ed all'esercizio di una piena sovranità nei propri territori. Per quanto riguarda la politica,la giudicessa si riallacciò direttamente all'esperienza del padre,garantì la difesa della sovranità e dei confini territoriali del giudicato e attuò un'opera di riordino e di sistemazione definitiva degli ordinamenti e degli istituti giuridici locali che diede vita alla Carta de Logu. Eleonora fu regina di uno Stato che ebbe la sua legittimazione nel popolo e, unica forse nell'Europa dell'epoca, non aveva fiducia nel re e nell'istituto della monarchia in generale. Si sentì sempre dalla parte del suo popolo e si confuse con la propria gente, ne ascoltò anche di nascosto le ragioni. Non cedere mai il potere fu per Eleonora un punto vitale. Il potere era veramente la scelta tra la vita e la morte, non solo per sé ma per tutta l'isola. Dopo essere riuscita a completare il progetto del padre di riunire quasi tutta l'isola sotto il suo scettro di giudicessa reggente, tenendo in scacco e ricacciando ai margini dell'Isola (in alcune fortezze sulla costa) le truppe di una monarchia potente come quella aragonese, vide crollare il suo progetto,per un'imprevedibile incognita della sorte: la peste, che consegnò senza combattere la Sardegna agli Aragonesi.
da: Wikipedia
questo video è in spagnolo..ma è molto interessante!!
7月12日 _sa battalla_il primo luglio ho avuto la fortuna di vedere dal vivo "sa Battalla" a Sanluri, una ricostruzione vivente della battaglia che avvene nel 1409 proprio nelle campagne e nel castello di sanluri e che segnò una fase molto importante nella storia dei sardi. E' stato magnifico,come prendere una macchina del tempo e trovarti di colpo in mezzo a una battaglia medievale,tra spade,archi,frecce ecc.. questa manifestazione si ripete ogni 2 anni visti gli alti costi e vi consiglio vivamente di andare nel 2009 perchè verranno festaggiati anche i 600 anni dalla battaglia.Intanto volevo fare i miei complimenti all'organizzazione e alle comparse che sono state tanto realistiche!!
dal sito: club modellismo storico cagliari
2月25日 La medicina 1^parte
Malattie, incidenti, e avvelenamenti facevano sì che chi arrivava a superare i 40 anni doveva ritenersi fortunato. Un bambino su tre moriva prima dei cinque anni e le condizioni di salute delle donne erano rese più complicate delle gravidanze ripetute:una donna partotiva in media ogni 18 mesi. A giudicare della liste dei rimedi proposti nei trattati del tempo, gli avvelenamenti da cibo, le punture di insetto e i morsi di serpente erano comuni nell'area mediterranea. Le farmacie disponevano di una gamma vastissima di antidoti, che nel Basso Medioevo si arrichì ulteriormente grazie all'introduzione dei testi arabi che erano molto aggiornati. L'antidoto più potente era la Triaca, che includeva più di 50 componenti, il più importante dei quali era la carne trittata di vipera. Era ritenuta capace di curare tutti i mali, compresa la peste. L'ergotismo, i cui sintomi furono assocciati a una possessione diabolica, era una forma di avvelenamento. A causarla era la segale contaminata da un fungo che produce una sostanza tossica. Provocava tremori, allucinazioni e "consumava gli individui di detestabile putredine, talchè, le membra gangrenose si distaccavano prima della morte." L'ergotismo non era contagioso, al contrario della lebbra, ritenuta di origine sopranaturale. Importata dal vicino Oriente, la lebbra corrompeva, mutilava e deformava i corpi, rendendoli animaleschi. I medici medievali dovevano saperla riconoscere per allontanare i malati e limitare il contagio. E poichè la malattia fa perdere sensibilità, per individuarla si infilava uno spillone nelle piaghe, a seconda della reazione il malato poteva ricevere una patente di sanità, oppure l'ingiunzione ad allontanarsi e a rimanere confinato in un luogo. I lebbrosi erano considerati morti viventi tanto che venivano allontanati dal "mondo dei vivi". I malatti a questo punto iniziarono a organizzarsi in communità, ai margini delle città. Nacquero così i lebbrosari:alla fine del XIII sec. in Europa se ne contavano 19mila!
12月10日 Re Ludwig II di Baviera(1845-1886)Il Re Ludwig II di Baviera non è vissuto nel medioevo ma è sicuramente un personaggio affascinante che nella sua vita ha fatto costruire grandiose opere ispirate proprio all'arte medievale, per questo ve lo voglio far conoscere ;)
Quello che viene maggiormente apprezzato è la sua attenzione e passione per il sapere, per la conoscenza, con particolare riguardo all'arte medievale e barocca, alla musica di Wagner e alle antiche leggende della tradizione tedesca: per avere un'idea più precisa basta visitare Neuschwanstein, il "castello delle favole" per eccellenza, Linderhof, un piccolo gioiello in stile rococò, e ancora Herrenchiemsee, la "Versailles bavarese", dove emerge la sua passione per il re Sole (Luigi XIV di Francia) e la vita alla corte francese nel '600 e nel '700. I bavaresi, soprattutto i contadini, hanno amato Ludwig e gli dimostrarono sempre un profondo rispetto e devozione, anche quando venne dichiarato pazzo (da una commissione medica che mai lo visitò ma si limitò a sentire le testimonianze di esponenti del governo, camerieri e valletti) e deposto dal trono l'8 giugno del 1886. Il 12 giugno, dopo non poche difficoltà e resistenze, il re venne trasferito in carrozza da Neuschwanstein alla residenza di Berg sul lago di Starnberg, trasformata per l'occasione in una specie di prigione. Il 13 giugno 1886, domenica di Pentecoste, Ludwig esprime il desiderio di fare una passeggiata ed il dottor Gudden, suo medico curante, lo accontenta e, vista la tranquillità che traspare dal comportamento del sovrano, non richiede nessun infermiere al loro seguito. Non essendo ancora ritornati alle 20 scatta l'allarme e, dopo una lunga perlustrazione, prima nel parco e poi sulle sponde del lago, alcuni minuti dopo le 23 i corpi senza vita del re e del suo medico vengono ritrovati in acqua. Il mistero della morte rimane tuttora: malore? omicidio? suicidio? -LE SUE DIMORE- Il Castello di Nymphenburg
Il Castello di Hohenschwangau
Per la sua magnifica posizione (ricordiamo che si trova accanto a Neuschwanstein) Hohenschwangau attirò le attenzioni dei Wittelsbach che lo acquistarono; tra il 1832 e il 1836 venne fatto completamente restaurare dall'allora principe ereditario Massimiliano, il futuro re Massimiliano II e padre di Ludwig.
Il Castello di Neuschwanstein
Walt Disney lo prese come modello per i castelli di alcuni tra i suoi più celebri film d'animazione ("Biancaneve e i sette nani", "Cenerentola", "La bella addormentata nel bosco"). Le sale interne, riccamente arredate, sono un omaggio al genio musicale di Richard Wagner: "Tannhäuser", "Lohengrin", "Tristano e Isotta", "I maestri cantori di Norimberga" e il "Parsifal", un inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche. Attraverso una finta grotta di stalattiti e stalagmiti e passando davanti al piccolo giardino d'inverno, si accede al soggiorno reale, costituito da un ampio salone principale e da una saletta, separata da colonne, soprannominata "angolo dei cigni". Il tema delle pareti murali è tratto dalla leggenda del Lohengrin: sopra la stufa è ritratto l'arrivo di Lohengrin ad Anversa, di fronte il miracolo del Graal. Le porte della grande libreria, realizzate in stile romantico, sono ornate da dipinti relativi alle leggende di Tristano e Isotta e di Sigfrido.
Il Castello di Linderhof
La storia del castello di Linderhof, la dimora preferita del re, risale al '400, periodo in cui si segnala la presenza nella vallata del Graswang (sud della Baviera, quasi al confine con l'Austria) di un podere di proprietà del vicino monastero benedettino di Ettal ed affidato alla famiglia Le sorprese del parco non finiscono qui: nella grotta di Venere (Venusgrotte), ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, Ludwig amava passare intere ore a sognare e riflettere facendosi cullare dall'acqua all'interno di una piccola barca a forma di conchiglia che tuttora si può ammirare. Qui viene rievocata una scena del wagneriano Tannhäuser mentre nella Hundinghütte è ricostruita una scena del primo atto della Valchiria.
Il Castello di Herrenchiemsee
La prematura morte del quarantenne sovrano, avvenuta il 13 giugno 1886 in circostante mai chiarite nel lago di Starnberg, non consentì di portare a compimento il progetto. Oggi Herrenchiemsee è infatti costituito solo dal corpo centrale: l'ala di sinistra, incompiuta, è stata demolita nel 1907 mentre quella di destra non ha mai visto la luce. In alcuni locali del palazzo è stato recentemente aperto il museo di Re Ludwig II, con fotografie, dipinti, lettere, oggetti e arredi originali, molti dei quali provenienti dalla Residenz di Monaco dove il sovrano visse durante i primi anni di regno prima di trasferirsi definitivamente nei suoi castelli. E' una visita obbligatoria in quanto è l'unico museo al mondo dedicato al "re delle favole", nemmeno Neuschwanstein ne ha uno! Il Lago di Stanberg
per saperne di più: 12月5日 la vita nei castelli
_Mura Di Castelsardo_ e, molto spesso da fossati -Castello di San Michele a Cagliari-. Al suo interno, si trovava l'edificio dove vivevano il signore e la sua famiglia. poteva essere una semplice o sontuosa torre o un sontuoso palazzo. Qui, si trovava l'ambiente più grande, la sala principale, destinata a svolgere molte funzioni:il signore amministrava la giustizia, riceveva gli ospiti ma soprettutto banchettava. Si mangiava in piatti di legno o ceramica, aiutandosi con il cucchiaio e con le mani, mentre il coltello serviva sopratutto a tagliare il pane. Tra le pietanza più mangiate c'era sicuramente la carne:di maiale, agnello o manzo, il tutto sempre accompagnato con un bicchiere di vino sevito in brocche smaltate e dipinte. I canti e le danze accompagnavano e chiudevano il pasto, che poteva durare quindi delle ore.
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